domenica 15 aprile 2012


Tassa di soggiorno a Perugia? No grazie.

La storia millenaria di Perugia è stata scritta dalla fierezza e dall’orgoglio dei suoi cittadini, disposti a difendere la loro indipendenza e la loro identità anche a costo della vita.
Persino i tre santi che la città ha eletto come propri patroni (Lorenzo, Costanzo ed Ercolano), hanno tutti subito il martirio per non aver voluto rinnegare la loro fede e i loro principi.
Sant’Ercolano nella fattispecie, venne torturato e decapitato dopo aver cercato di difendere strenuamente Perugia dall’assedio degli ostrogoti capeggiati da Totila.

Ai giorni nostri, questo spirito di autodifesa connaturato nel dna dei perugini, rischia di essere male interpretato e di prevalere sul buon senso e sulla realtà.
Imporre una tassa di soggiorno, sembra un atto di ostilità verso tutti coloro che hanno in animo di visitare il nostro magnifico territorio, nonché verso le strutture ricettive che riescono a malapena a conservare numerosi posti di lavoro già potenzialmente a rischio.
Sarebbe un ulteriore impoverimento non solo dal punto di vista economico ma anche da quello culturale.
Un’amministrazione comunale schierata in prima linea nel sostenere la candidatura della propria città come capitale europea della cultura per il 2019, non può permettersi di commettere un errore di valutazione di tali proporzioni.

Facciamo in modo che la Perugia etrusca, romana, medievale e rinascimentale sia ammirata e visitata per la sua ricchezza architettonica, artistica e storica:
gabelle e balzelli lasciamoli ai libri di storia.



lunedì 9 aprile 2012


Luca Signorelli
“de ingegno et spirto pelegrino”
Perugia, Orvieto, Città di Castello
21  aprile – 26 agosto 2012


A partire dal 21 aprile 2012 sarà aperta al pubblico una grande mostra dedicata a Luca Signorelli (Cortona 1445-1523), uno degli artisti più importanti del Rinascimento, lungamente attivo in Italia centrale dal 1472 al 1519, a cui non è stata dedicata una rassegna monografica dal lontano 1953.
La mostra si articolerà in tre sedi espositive: nella Galleria Nazionale dell’Umbria e nel Museo Diocesano a Perugia, nel Duomo e nel Museo dell’Opera a Orvieto, nella Pinacoteca Comunale di Città di Castello.
L'esposizione dal titolo Luca Signorelli “de ingegno et spirto pelegrino” (come lo definì il padre di Raffaello, Giovanni Santi) segna un’ulteriore tappa del percorso intrapreso dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Umbria e dall’Università degli Studi di Perugia per valorizzare gli artisti più rappresentativi della stagione rinascimentale in Umbria, inaugurato nel 2004 con la mostra Perugino il divin pittore, proseguito nel 2008 con la mostra dedicata a Pintoricchio e nel 2009/2010 con la mostra dedicata a Piermatteo d'Amelia.

Nella sede della Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia sarà illustrata l'intera carriera artistica di Luca Signorelli ad eccezione di alcuni dipinti della maturità presentati nella sede di Città di Castello, dove sarà sviluppata una riflessione sulla sua eredità artistica.

Nel Duomo di Orvieto, Signorelli ha affrescato il grandioso ciclo della Cappella di San Brizio (1499-1504), che rappresenta uno dei vertici assoluti della pittura rinascimentale.
All'interno del Museo dell’Opera del Duomo (MODO), sarà allestita un'esposizione di disegni che documenterà la genesi di questo capolavoro, insieme alla tavola raffigurante la Maria Maddalena.

Nel monumentale palazzo Vitelli alla Cannoniera di Città di Castello, sarà allestito l'ultimo segmento espositivo. Per i Vitelli Luca Signorelli realizzò il ritratto di Niccolò e dei suoi figli Camillo e Vitellozzo e a committenti tifernati sono legate altre opere di grande rilievo, a cui guardò con particolare attenzione Raffaello. La pala d'altare raffigurante il Martirio di San Sebastiano(1498-1500 circa), conservata nello stesso Palazzo Vitelli, sede della Pinacoteca comunale, sarà esposta accanto alla sola opera del maestro urbinate tuttora esistente a Città di Castello, ilGonfalone della SS. Trinità  (1499 circa).  

Seguendo una consuetudine consolidata delle grandi mostre dell’Umbria, anche per Signorelli saranno organizzati itinerari di visita nei siti che conservano opere dell’artista, a partire dai poco noti ma fascinosi affreschi con Storie della Passione, che il pittore cortonese realizzò, verso il 1510, nell'Oratorio di San Crescentino a Morra, e dalla chiesa-museo di Santa Croce di Umbertide con la tavola raffigurante la Deposizione dalla Croce del 1516, che documentano l'attività di Signorelli in Valtiberina.




http://www.mostrasignorelli.it

martedì 3 aprile 2012


Perché a Pasqua regaliamo le uova di cioccolato?

Sicuramente per la gioia dei nostri bambini e anche per quella dei più grandicelli…
E’ interessante scoprire brevemente da dove trae origine uno dei riti più “golosi”:
quello di regalare le uova (di cioccolato e non) in occasione delle festività pasquali.
Nelle culture pagane l’uovo è simbolo di fertilità, il cielo e la terra sono ritenuti due metà dello stesso uovo, e le uova sono il simbolo dell’eterno ritorno alla vita.
Simbolo della vita e della nascita, l’uovo è stato utilizzato come dono, anche prima della nascita del cristianesimo, da numerosi popoli per festeggiare l’arrivo della primavera come per gli aborigeni o in epoca romana per augurare un buon raccolto sotterrandone uno dipinto di rosso nel terreno. È proprio dal significato originale di fecondità e di rinascita, che noi oggi giorno regaliamo uova di cioccolato per celebrare la Pasqua.
Questa tradizione proviene probabilmente dalla Germania, dove si vide per la prima volta regalare insieme ai classici doni di Pasqua, delle semplici uova.
Nell’iconografia cristiana l’uovo diviene simbolo della rinascita non della natura, ma dell’uomo stesso, della resurrezione del Cristo.